90) Popper. Come io non vedo la filosofia.
In questa lettura Popper polemizza con i filosofi che pongono al
centro della filosofia il linguaggio e non accetta neppure di
considerare le varie teorie filosofiche come un prodotto della
loro epoca o addirittura come delle mode passeggere. Per lui la
filosofia  parte della storia della ricerca della verit.
K. R. Popper, Come io vedo la filosofia, traduzione italiana in
La cultura, quattordicesimo, 4, 1976, pagine 394-395 (vedi
manuale pagine 328-332).

 In questa sezione, elencher certe concezioni della filosofia e
certe attivit spesso considerate caratteristiche della filosofia,
che io, per conto mio, trovo insoddisfacenti. La sezione potrebbe
intitolarsi Come io non vedo la filosofia.
1. Non vedo la filosofia come la soluzione di enigmi linguistici.
2. Non vedo la filosofia come una serie di opere d'arte, come
originali e interessanti quadri del mondo, o come intelligenti e
insoliti modi di descrivere il mondo. Penso che se consideriamo la
filosofia in questo modo, facciamo una grande ingiustizia nei
riguardi dei grandi filosofi. I grandi filosofi non erano
impegnati in una impresa estetica. Non cercavano di essere
architetti di un brillante sistema: erano, in primo luogo,
ricercatori di verit - di vere soluzioni di problemi genuini al
pari dei grandi scienziati. No, io vedo la storia della filosofia
essenzialmente come parte della storia della ricerca della verit
e rigetto la concezione puramente estetica di essa, anche se la
bellezza  importante nella filosofia come nella scienza.
Sono sostenitore strenuo della audacia intellettuale. Non possiamo
essere dei vigliacchi intellettuali e dei ricercatori di verit,
al contempo. Un ricercatore di verit deve osare di essere saggio,
deve osare di essere un rivoluzionario nel campo del pensiero.
3. Non vedo la lunga storia dei sistemi filosofici come storia di
edifici intellettuali in cui tutte le idee possibili siano
saggiate e in cui la verit possa venire casualmente alla luce
come un sottoprodotto. Credo che perpetriamo una ingiustizia nei
confronti dei filosofi veramente grandi del passato, se dubitiamo
per un attimo che ciascuno di essi non avrebbe scartato il proprio
sistema (come avrebbe dovuto fare) non appena si fosse convinto
che esso, seppure forse brillante, non muoveva neppure un passo
sulla strada della verit. (Questo, incidentalmente,  il motivo
per cui non considero n Fichte n Hegel come veri filosofi:
diffido della loro dedizione alla verit).
4. Non vedo la filosofia come un tentativo di chiarire o di
analizzare o di esplicare concetti o parole o linguaggi.
I concetti o le parole sono meri strumenti per formulare
proposizioni, congetture e teorie. I concetti o le parole non
possono essere veri in se stessi: servono solo al linguaggio umano
descrittivo e critico. Il nostro fine non dovrebbe essere di
analizzare significati, ma di ricercare verit interessanti e
importanti, cio vere teorie.
5. Non vedo la filosofia come un modo di essere bravi.
6. Non vedo la filosofia come una specie di terapia intellettuale
(Wittgenstein), una attivit per aiutare le persone ad uscire da
perplessit filosofiche. Per me, nella sua opera pi tarda,
Wittgenstein non mostr alla mosca la strada per uscire dalla
bottiglia. Piuttosto, vedo nella mosca, incapace di fuggire dalla
bottiglia, un impressionante autoritratto di Wittgenstein.
(Wittgenstein era un caso wittgensteiniano - cos come Freud era
un caso freudiano).
7. Non vedo la filosofia come la ricerca dei modi di esprimere le
cose con pi precisione o esattezza. La precisione e l'esattezza
non sono valori intellettuali in se stessi, e non dovremmo mai
cercare di essere pi precisi o esatti di quanto non sia richiesto
dal problema in questione.
8. Di conseguenza, non vedo la filosofia come un tentativo di
fornire le fondamenta o l'impalcatura concettuale per risolvere
problemi che potrebbero sorgere nel vicino o pi lontano futuro.
John Locke lo fece: voleva scrivere un saggio di etica e ritenne
necessario, prima, procurarne le premesse concettuali.
Il suo Saggio consiste in queste premesse e la filosofia
britannica da allora in poi (con pochissime eccezioni, tra cui
alcuni dei saggi politici di Hume) rimase impantanata in queste
premesse.
9. N vedo la filosofia come espressione dello spirito del tempo.
Questa  una idea hegeliana, che non regge alla critica. Vi sono
delle mode in filosofia, cos come ve ne sono nella scienza. Ma un
autentico ricercatore di verit non seguir le mode: diffider di
esse e le sapr anche combattere, se necessario.
K. R. Popper, Logica della ricerca e societ aperta, Antologia a
cura di D. Antiseri, La Scuola, Brescia, 1989, pagine 83-85.
